Descrizione
“Chi è causa del suo mal pianga sé stesso”. Replica così Mauro Armelao, Sindaco di Chioggia, a Erminio Boscolo Bibi, presidente del Comitato San Felice che, dalle pagine di un quotidiano locale, accusa l’Amministrazione di essere “prona ai voleri di un privato”.
“Si tratta di accuse pesanti – prosegue il primo cittadino - che mi riservo di valutare con i miei legali perché nessun membro dell’Amministrazione attuale è prono ai voleri di nessun privato. La Giunta ha preso atto attraverso una specifica delibera (n. 282 del 18 dicembre 2025) delle decisioni assunte dalla Soprintendenza di Venezia in merito alla modalità di accesso agli spazi esterni alla Batteria. Ricordo al Presidente Boscolo Bibi che proprio lui, qualche anno fa, aveva ribadito che a decidere orari e modalità di ingresso alla Batteria doveva essere la Soprintendenza. E così è stato.
La Soprintendenza, in una nota del 27 novembre scorso, ha dato una risposta chiara e univoca alla legittima richiesta avanzata dalla società Mosella, proprietaria della Batteria e concessionaria dell’area del lungo Laguna adibita a darsena, di regolamentare l’accesso gli spazi esterni alla Batteria a tutela dei diportisti e delle barche ormeggiate.
La risposta della Soprintendenza riporta testualmente:
preso atto della necessità di impedire l'accesso agli spazi esterni della batteria a soggetti che ne potrebbero fare un uso improprio;
preso atto dell'impossibilità di garantire, negli orari di apertura, una sorveglianza continua del sito da parte del personale interno finalizzata al controllo e alla verifica del corretto utilizzo del sito;
si ritiene di poter ritenere idonea la chiusura del cancello esistente a condizione che sia presente un citofono direttamente collegato con una postazione sempre presidiata negli orari di apertura del complesso monumentale e che sia sempre disponibile una persona che risponderà immediatamente alla chiamata procedendo poi all'apertura da remoto con apertura elettrificata.
Ecco che la polemica riportata risulta non solo totalmente infondata, inutile e pretestuosa ma potrebbe anche configurarsi nel reato di diffamazione come previsto dall’articolo 595 del Codice penale. Invito quindi lo stesso Presidente Boscolo Bibi a moderare i termini verso l’Amministrazione comunale ricordando allo stesso come quella zona in passato era un ritrovo di sbandati e ora sia invece in un luogo di interesse turistico- paesaggistico proprio grazie all’intervento dei privati”.