Descrizione
In occasione della cerimonia del 10 febbraio, per il Giorno del Ricordo, il Consiglio dei Ragazzi della scuola media Galileo Galilei ha interpretato la canzone “Di là dall’acqua”, la stessa già eseguita lo scorso anno, come avviene con altri brani in tante cerimonie civili e commemorative, dalla Giornata della Memoria al 25 Aprile.
Desidero innanzitutto ringraziare questi ragazzi, che con sensibilità, rispetto e impegno contribuiscono ogni volta a rendere profondi e significativi momenti che appartengono alla memoria collettiva del nostro Paese. Sono stati, come sempre, bravissimi.
Invito chi oggi polemizza a leggere con attenzione il testo, perché è il testo che conta. È un racconto poetico e doloroso dell’esodo, dello sradicamento, della nostalgia e della sofferenza. Quando si ascoltano parole come “nave quanta gente è scappata da Fiume” oppure “anche dopo cinquant’anni non si può dimenticare”, emerge chiaramente il dramma umano vissuto da migliaia di italiani costretti ad abbandonare la propria terra.
Ancora più significativo è il passaggio “perché in Italia non dimentichiamo quanto ha sofferto il popolo istriano”. Questo è il senso profondo del Giorno del Ricordo: non dimenticare. Non cancellare. Non ignorare una tragedia che per troppo tempo è rimasta ai margini della memoria nazionale.
Fa sorridere come, puntualmente, emergano polemiche sempre a senso unico, che cercano in qualche modo di offuscare il vero significato di questa giornata. Il Giorno del Ricordo non dovrebbe mai diventare terreno di contrapposizione, ma restare ciò che è: un momento di rispetto verso le vittime e verso una tragedia storica che ha segnato profondamente tante famiglie italiane.
Personalmente, ritengo che l’attenzione debba essere rivolta al significato del messaggio e al valore della memoria che viene trasmessa, non a polemiche strumentali che rischiano di distogliere l’attenzione da ciò che davvero conta.
La scuola, che ha operato in piena autonomia e libertà, ha svolto il proprio ruolo educativo con serietà e responsabilità, contribuendo a mantenere viva una memoria che per troppo tempo è stata dimenticata o ignorata.
Il Giorno del Ricordo non deve essere occasione di divisione, ma momento di riflessione, consapevolezza e rispetto. E vedere i nostri giovani impegnarsi in prima persona per custodire questa memoria rappresenta il segnale più importante per il futuro.
A loro va il mio sincero e profondo ringraziamento.