NOTA SINDACO MAURO ARMELAO

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Alcune precisazioni del Sindaco di Chioggia Mauro Armelao sull’ordinanza sulla quiete pubblica entrata in vigore ieri

Data:

11 Giugno 2026

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Descrizione

In queste ore si è aperto un acceso dibattito sull’ordinanza adottata dall’Amministrazione comunale per la tutela della quiete pubblica, della vivibilità urbana e della qualità della vita dei residenti.

Ritengo doveroso spiegare ai cittadini le ragioni che hanno portato a questa decisione e il contesto normativo nel quale oggi sono chiamati ad operare i sindaci italiani.

Desidero chiarire subito un concetto fondamentale: nessuno è contro il divertimento, la musica, gli eventi o le attività economiche che rappresentano una risorsa importante per il turismo e per l’economia della nostra città.

Capisco chi teme che alcune limitazioni possano rendere la città meno attrattiva. Capisco chi sostiene che servano più eventi, più musica e più occasioni di aggregazione. Capisco anche chi afferma che la città rischi di diventare un “mortorio”. Sono osservazioni che ascolto e rispetto.

Ma un sindaco non può decidere sulla base degli slogan o delle percezioni del momento. Deve decidere sulla base dei fatti, delle segnalazioni ricevute e delle responsabilità che la legge gli attribuisce.

Quando arrivano esposti, richieste di tutela, segnalazioni alle forze dell’ordine e situazioni che rischiano di compromettere la quiete pubblica, io non posso girarmi dall’altra parte.

Ho il dovere di intervenire.

Non è una questione politica. Non riguarda maggioranza o minoranza. Qui c’è un sindaco chiamato ad assumersi una responsabilità e a prendere decisioni nell’interesse generale della comunità.

Amministrare significa trovare un equilibrio tra interessi diversi ma ugualmente legittimi: da una parte il diritto al lavoro, all’iniziativa economica e al divertimento; dall’altra il diritto dei residenti al riposo, alla salute e alla qualità della vita.

Negli ultimi anni la giurisprudenza italiana ha chiarito sempre di più questo principio.

La sentenza n. 14209 del 23 maggio 2023 della Corte di Cassazione ha stabilito che un Comune può essere chiamato a rispondere dei danni subiti dai cittadini quando, pur essendo a conoscenza di fenomeni diffusi e persistenti di schiamazzi e rumori notturni, non adotta misure adeguate per contenerli.

Anche il caso di Piazza Bellini a Napoli ha confermato questo orientamento: i giudici hanno riconosciuto risarcimenti ai residenti e ribadito che le amministrazioni non possono limitarsi a monitorare il problema, ma devono intervenire concretamente.

Molti pensano che un sindaco possa semplicemente scegliere di non fare nulla. La realtà è diversa. Oggi l’inerzia dell’amministrazione può trasformarsi in responsabilità giuridica.

Esiste inoltre un ulteriore aspetto che non può essere ignorato. Quando un Comune viene condannato a risarcire danni derivanti dalla mancata tutela della quiete pubblica, possono aprirsi valutazioni da parte della Corte dei Conti sull’eventuale danno erariale arrecato all’ente. Qualora venisse accertato che gli amministratori, pur essendo a conoscenza del problema, non abbiano adottato gli atti necessari per prevenirlo o contenerlo, potrebbero emergere anche profili di responsabilità personale a tutela delle risorse pubbliche.

Per questo motivo l’Amministrazione non può limitarsi a prendere atto delle criticità. Deve intervenire e assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

Desidero inoltre precisare un aspetto importante.

L’ordinanza non rappresenta un punto di arrivo, ma un punto di partenza.

Era necessario compiere un primo passo, perché un sindaco non può limitarsi a osservare un problema senza intervenire. Le responsabilità attribuite dalla legge e gli orientamenti sempre più chiari della giurisprudenza impongono decisioni concrete.

Ora si apre una fase altrettanto importante: quella del confronto, dell’ascolto e del miglioramento degli strumenti adottati con il contributo di tutta la maggioranza.

Sono consapevole che alcuni aspetti possano essere affinati e migliorati. Ed è esattamente ciò che intendiamo fare insieme alle categorie economiche, ai residenti, alle associazioni e a tutti i soggetti interessati.

Continuerò quindi a confrontarmi con tutti, ma continuerò anche a esercitare fino in fondo le responsabilità che la legge attribuisce al sindaco.

Perché è facile criticare.

Molto più difficile è decidere.

Ma il compito di un sindaco non è inseguire il consenso del giorno dopo.

È governare.

Ed è esattamente ciò che continuerò a fare con serietà, equilibrio, senso delle istituzioni e rispetto per tutti.

Mauro Armelao
Sindaco di Chioggia

Ultimo aggiornamento: 11/06/2026, ore 10:31

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