Documento di programmazione strategica di sistema del porto di Chioggia, la Giunta comunale approva 22 osservazioni. Il Sindaco Armelao: “Disegniamo oggi il futuro della città e del suo porto”

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La Giunta Comunale di Chioggia ha approvato oggi, con voto unanime, la deliberazione n. 184 relativa al Documento di Programmazione Strategica di Sistema (DPSS) dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale

Data:

20 Agosto 2026

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La Giunta Comunale di Chioggia ha approvato oggi, con voto unanime, la deliberazione n. 184 relativa al Documento di Programmazione Strategica di Sistema (DPSS) dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, adottato dal Comitato di Gestione dell’Autorità Portuale con deliberazione n. 13 del 10 giugno 2026. La Giunta al completo ha approvato all’unanimità le osservazioni al documento strategico redatte dall’Amministrazione comunale.

Si tratta di un passaggio amministrativo e politico di particolare rilevanza per il futuro di Chioggia. Il Comune ha infatti approvato oggi un documento composto da 22 osservazioni, attraverso le quali l’Amministrazione comunale intende tutelare gli interessi della città e, contemporaneamente, costruire una visione di lungo periodo per il sistema portuale, per il centro storico e per tutte le attività economiche che oggi insistono sul territorio.
Il parere espresso
al è “favorevole condizionato alle sopraccitate prescrizioni”(ndr le 22 osservazioni appena citate).

Il DPSS rappresenta un passaggio fondamentale perché, secondo quanto previsto dalla legge, definisce gli obiettivi di sviluppo dell’Autorità di Sistema Portuale, individua gli ambiti portuali e li suddivide tra aree portuali, retroportuali e aree di interazione porto-città, oltre a individuare i collegamenti infrastrutturali con il sistema portuale.
Ma c’è un elemento ancora più importante.
Il Piano Regolatore Portuale vigente di Chioggia risale al 1981, essendo stato approvato con decreto del Ministero dei Lavori Pubblici n. 1618 del 16 aprile 1981.
Il DPSS costituisce quindi un passaggio propedeutico alla futura redazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, che dovrà finalmente confrontarsi con una realtà economica, sociale, turistica e portuale profondamente cambiata rispetto a oltre quarant’anni fa. La stessa delibera comunale chiarisce che il DPSS non ha natura conformativa ed è propedeutico alla redazione del Piano Regolatore del Porto, il quale, una volta completato il proprio iter, sarà sottoposto anche al parere del Consiglio Comunale.

È proprio in questa prospettiva che l’Amministrazione Comunale ha voluto lavorare.

SALONI E VAL DA RIO: DUE FUNZIONI DIVERSE, UNA STRATEGIA UNITARIA

Uno dei cardini delle osservazioni riguarda la necessità di una più razionale organizzazione delle funzioni portuali.
L’Amministrazione chiede di confermare Val da Rio quale polo commerciale, operativo e peschereccio, prevedendo anche la ricollocazione delle navi da crociera soggette a vincolo doganale presso quest’area.
Contemporaneamente, viene chiesto di confermare per l’Isola dei Saloni una vocazione passeggeri di rango locale, mantenendo le crociere fluviali lungo il Canale Lombardo Esterno, così da non compromettere l’obiettivo strategico della progressiva restituzione dell’Isola dei Saloni alla città e dell’ampliamento delle aree di interazione porto-città.
La filosofia è chiara: concentrare le funzioni operative e soggette a vincolo doganale dove sono maggiormente compatibili con esse e, contemporaneamente, liberare progressivamente gli spazi più prossimi al centro storico da attività non coerenti con la loro posizione e con le prospettive di sviluppo turistico e urbano.

In questa logica viene anche chiesto il trasferimento a Val da Rio del deposito e del terminal di importazione del cemento e del relativo ormeggio delle navi rinfusiere, oggi non ritenuti compatibili con il contesto urbano e con la vocazione turistico-diportistica dell’Isola dei Saloni.

IL CENTRO STORICO DEVE TORNARE AD AVERE UN RAPPORTO PIÙ FORTE CON L’ACQUA

Le osservazioni partono da un principio già contenuto negli strumenti urbanistici comunali: la necessità di riconvertire aree collocate in posizione strategica e di guidare il trasferimento delle attività localizzate in aree improprie, attribuendo un nuovo ruolo alle due isole prospicienti il centro storico, Isola dei Saloni e Isola dei Cantieri e dei Canali.

Lo stesso DPSS riconosce la valenza strategica dell’Isola dei Saloni e dell’Isola dei Cantieri per lo sviluppo del centro storico e per la realizzazione dei servizi di supporto necessari alla città storica.
Da qui nasce una delle richieste politicamente più importanti del Comune: rafforzare e ampliare l’area di interazione porto-città dei Saloni, includendo anche la parte settentrionale dell’isola e l’attuale darsena diportistica, dove sono presenti da tempo attività legittimamente insediate, comprese attività di ristorazione e altre realtà economiche.
L’obiettivo è fare in modo che questa porzione di città possa essere sempre più vissuta, valorizzata e integrata con il centro storico.
E proprio per questo il Comune chiede che, nell’area di interazione porto-città dell’Isola dei Saloni, la competenza autorizzatoria torni in via esclusiva al Comune, senza ulteriori pareri dell’Autorità di Sistema Portuale laddove non previsti dalla normativa vigente.

DIPORTO: UNA RISORSA STRATEGICA PER IL FUTURO DI CHIOGGIA

Il documento dedica grande attenzione alla nautica da diporto, considerata una delle componenti strategiche dello sviluppo futuro.
Il DPSS stesso riconosce il ruolo della nautica da diporto nella riqualificazione turistica e individua l’Isola dei Saloni come area destinata a una maggiore specializzazione nella filiera del diporto nautico.
Il Comune chiede quindi, tra le altre cose, di prevedere la destinazione a nautica da diporto del bacino acqueo posto a nord della stazione marittima-terminal passeggeri.

Al tempo stesso viene chiesto di escludere dal perimetro del DPSS gli specchi acquei delle darsene Porto San Felice, Mosella e Le Saline, in quanto attività diportistiche che, secondo la posizione espressa dal Comune, non risultano correlate con la destinazione portuale.
È una posizione che vuole dare certezza e prospettiva a un settore economico già presente, evitando sovrapposizioni e considerando il diporto non come una realtà da comprimere, ma come una risorsa da valorizzare e integrare nella strategia turistica della città.

NESSUNO DEVE ESSERE ESCLUSO: PESCA, COMMERCIO, TURISMO E DIPORTO DEVONO CONVIVERE

Un altro passaggio particolarmente significativo riguarda la volontà dell’Amministrazione di salvaguardare le attività esistenti.
Il Comune riconosce la presenza ai Saloni di un porto turistico storico, di infrastrutture crocieristiche e di attività economiche ittiche e commerciali.

Eventuali trasferimenti delle attività ittiche esistenti dovranno avvenire, secondo le osservazioni, solo previo consenso e dopo l’effettiva realizzazione del mercato ittico all’ingrosso a Val da Rio, garantendo fino ad allora la piena continuità operativa delle attività presenti.
È un principio fondamentale: programmare il futuro non significa cancellare il presente.

L’Amministrazione intende infatti accompagnare la trasformazione del sistema portuale senza mettere in difficoltà le imprese, i lavoratori e le attività che oggi garantiscono occupazione e ricchezza alla città.
Lo stesso principio viene esplicitamente affermato nell’osservazione n. 17, dove il Comune chiede che venga garantita la totale conciliazione tra diporto nautico, crociere fluviali, pesca e attività commerciali, senza effetti escludenti.

PIÙ ACCESSIBILITÀ AI SALONI E UN NUOVO PONTE

La visione dell’Amministrazione non riguarda soltanto le funzioni portuali, ma anche l’accessibilità alla città.

Tra le osservazioni viene inserita la richiesta di una maggiore accessibilità e connessione diretta all’Isola dei Saloni attraverso la realizzazione di un nuovo ponte, con la possibilità di destinare gli spazi nelle vicinanze del centro storico a parcheggi e servizi.

Viene inoltre richiesta la possibilità di collocare nell’area dei Saloni un imbarcadero del servizio pubblico di navigazione verso Venezia in una posizione maggiormente accessibile ai veicoli, al trasporto pubblico e ai parcheggi.

Parallelamente, il Comune chiede che alcune aree pienamente inserite nel tessuto urbano e funzionale del centro storico, tra cui parte del Canale Lombardo interno, la porzione di territorio a nord prospiciente Piazza Vigo e la sede della Capitaneria di Porto, vengano escluse dalla perimetrazione dell’ambito portuale, mantenendone la gestione in capo al Comune.

PARCHEGGI E SERVIZI: LA PIANIFICAZIONE PORTUALE DEVE AIUTARE LA CITTÀ

Un altro tema affrontato riguarda la mobilità e i servizi.
Richiamando l’Accordo di Programma tra Comune e Autorità Portuale approvato nel 2022, l’Amministrazione chiede di individuare a Val da Rio Sud un’area per il deposito bus, eliminando il limite temporale attualmente previsto e inserendo tale area tra gli ambiti di interazione porto-città.
La richiesta si inserisce nella necessità di governare anche le conseguenze sulla mobilità determinate dai nuovi progetti e dall’attivazione della ZTL nel centro storico.
Nella stessa logica viene chiesto lo spostamento dell’attuale stazione di travaso Veritas, nell’ambito di una più razionale riorganizzazione degli spazi di Val da Rio.

ATTENZIONE ALL’AMBIENTE E ALLA LAGUNA

La visione di sviluppo indicata dal Comune non può prescindere dalla tutela ambientale.
Tra le osservazioni viene chiesta la massima attenzione all’impatto delle nuove attività rispetto al contesto lagunare, privilegiando le infrastrutture già esistenti e rinviando alla futura VAS del Piano Regolatore Portuale le verifiche ambientali e di compatibilità con il MOSE e con i vincoli della rete Natura 2000.

Il Comune richiama inoltre interventi ancora non completati che costituiscono presupposti importanti per l’assetto futuro del porto, tra cui gli escavi dei fondali del canale di accesso e la bonifica e messa in sicurezza dell’area dell’ex discarica di Val da Rio.

SERVE UN CONFRONTO TRA GLI ENTI PRIMA DELLE SCELTE IRREVERSIBILI

L’Amministrazione chiede inoltre un costante coordinamento preventivo tra gli enti prima dell’assunzione di decisioni irreversibili sulla destinazione delle aree.

Una richiesta che assume particolare importanza proprio perché il DPSS è destinato a costituire una delle basi della successiva pianificazione portuale.

Per il Comune, quindi, è fondamentale che le decisioni sul futuro del porto di Chioggia vengano assunte attraverso un confronto stretto tra tutti i soggetti istituzionali interessati e tenendo conto delle esigenze della città.

UN NUOVO PIANO REGOLATORE PORTUALE CHE GUARDI AL 2050, NON AL 1981

Il senso politico dell’intero documento approvato oggi può essere sintetizzato in una parola: visione.
Chioggia non può affrontare il proprio futuro portuale continuando a ragionare con una pianificazione risalente al 1981.
Sono trascorsi oltre quarant’anni. È cambiata la città, è cambiato il turismo, è cambiato il modo di vivere il centro storico, sono cambiate le esigenze della pesca, del commercio, della nautica, della mobilità e della portualità.
Per questo l’Amministrazione Comunale ha scelto di intervenire ora, nella fase del DPSS, per mettere sul tavolo le esigenze e le aspettative della città in vista del successivo Piano Regolatore Portuale.
Non a caso, l’osservazione n. 19 chiede espressamente che le osservazioni formulate dal Comune siano assunte come prescrizioni e indirizzi vincolanti per la successiva redazione del Piano Regolatore Portuale e per la relativa VAS, chiedendo inoltre di eliminare dal DPSS alcuni riferimenti a interventi esterni alla perimetrazione dell’ambito portuale.

IL SINDACO ARMELAO: “ABBIAMO SCELTO DI PROGRAMMARE IL FUTURO, NON DI SUBIRLO”

“Quello approvato oggi dalla Giunta – dichiara il Sindaco di Chioggia, Mauro Armelao – è un documento di grande importanza per la nostra città che ha visto l’impegno e la partecipazione di tutta la maggioranza al governo. Non stiamo parlando semplicemente di un parere amministrativo su un documento dell’Autorità Portuale. Stiamo parlando del futuro del nostro porto, del rapporto tra il porto e la città e, soprattutto, del futuro del nostro centro storico.
Il Piano Regolatore Portuale di Chioggia risale al 1981. È evidente che oggi abbiamo bisogno di una visione completamente nuova, capace di guardare ai prossimi decenni e non al passato.

Per questo abbiamo voluto lavorare in maniera seria, approfondita e puntuale, mettendo nero su bianco 22 osservazioni che rappresentano le necessità della nostra città. Vogliamo un porto forte, competitivo e moderno, ma vogliamo anche una città che possa riappropriarsi dei propri spazi, in particolare dell’Isola dei Saloni. Vogliamo valorizzare il diporto, il turismo, le crociere e le crociere fluviali, ma allo stesso tempo tutelare la pesca, le attività commerciali e tutte le imprese che oggi operano sul territorio.
Il principio che abbiamo seguito è molto semplice: nessuno deve essere escluso. Il futuro non può essere costruito cancellando ciò che già esiste, ma mettendo insieme le diverse esigenze e creando le condizioni per una crescita complessiva della città. Pensiamo che Val da Rio debba rafforzare la propria funzione commerciale, operativa e peschereccia e che l’Isola dei Saloni possa progressivamente diventare sempre più un luogo di relazione tra porto, turismo, diporto e centro storico. Abbiamo chiesto maggiore accessibilità, un nuovo ponte, spazi per parcheggi e servizi, un imbarcadero più funzionale, una migliore organizzazione delle attività portuali e una maggiore autonomia del Comune nelle aree che sono ormai pienamente integrate nel tessuto urbano.
Abbiamo anche chiesto che le attività esistenti vengano tutelate e che eventuali trasferimenti avvengano soltanto quando saranno realizzate le alternative necessarie e garantita la continuità operativa.
Questa è la nostra idea di sviluppo: programmare il futuro senza dimenticare il presente. Ringrazio tutta la Giunta, gli assessori, gli uffici comunali e il dirigente del Settore Urbanistica per il lavoro svolto. Oggi abbiamo compiuto un passo importante. Ora continueremo a lavorare affinché le esigenze di Chioggia siano adeguatamente rappresentate nel percorso che porterà al nuovo Piano Regolatore Portuale. Non vogliamo subire le scelte sul futuro del nostro porto. Vogliamo contribuire a costruirle, nell’interesse della città e delle generazioni che verranno.”

IL LAVORO DELL’AMMINISTRAZIONE GUARDA GIÀ AL PROSSIMO PASSAGGIO

La deliberazione approvata oggi stabilisce formalmente l’approvazione dell’Elaborato A quale parere del Comune nell’ambito della conferenza dei servizi istruttoria e demanda al dirigente del Settore Urbanistica l’invio del parere all’Autorità competente.
Il documento approvato rappresenta quindi una vera e propria carta delle priorità della città nel percorso di ridefinizione del sistema portuale.

Un lavoro che parte oggi ma guarda necessariamente ai prossimi anni: alla riqualificazione dell’Isola dei Saloni, al rafforzamento di Val da Rio, allo sviluppo della nautica da diporto, alla valorizzazione turistica, alla tutela della pesca e delle attività economiche esistenti, al miglioramento della mobilità e delle connessioni con il centro storico, alla sostenibilità ambientale e, soprattutto, alla costruzione di un nuovo rapporto tra porto e città.

Perché il futuro del porto di Chioggia non può essere separato dal futuro di Chioggia. E l’Amministrazione Comunale ha scelto di esserci, fin dall’inizio, per difendere e programmare gli interessi della città.

Ultimo aggiornamento: 20/08/2026, ore 21:50

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