Descrizione
Al centro del Consiglio comunale di venerdì 27 febbraio c’era il bilancio di Previsione 2026-2028, approvato con 14 voti a favore e 7 contrari, un documento che non rappresenta soltanto un atto contabile, ma l’espressione concreta della visione politica e programmatica dell’Amministrazione Armelao per il futuro della città.
Il bilancio 2026, approvato anche in sede di commissione, pareggia a 213.539.156,72 euro, confermando la piena tenuta degli equilibri finanziari dell’ente e una struttura economica solida, certificata dal parere favorevole dei revisori dei conti e dal rispetto di tutti gli 8 parametri di deficitarietà.
“Il bilancio di previsione 2026-2028 - ha detto Paola Orlando, Assessore al Bilancio del Comune di Chioggia - segna il passaggio da una fase di “costruzione e sviluppo” a una di “gestione e manutenzione”, con un’impostazione prudente ma ambiziosa. Chioggia si presenta oggi come un ente finanziariamente solido, senza ricorso a nuovo debito, con elevata autonomia fiscale, capace di programmare investimenti e servizi con visione di lungo periodo. Chioggia sceglie la cultura del valore: non misurare il successo per quanto si spende, ma per ciò che si restituisce concretamente ai cittadini”.
Un Comune solido e autonomo
La struttura delle entrate correnti garantisce stabilità e capacità di autofinanziamento. Le entrate tributarie si attestano su una media di circa 43,4 milioni di euro nel triennio, confermando una base imponibile solida e prevedibile. Particolarmente significativo è il rafforzamento dell’autonomia finanziaria: il rapporto tra entrate tributarie e trasferimenti statali cresce progressivamente, portando l’indice di autonomia da 4,2 nel 2025 a oltre 5,2 nel 2028. Questo significa maggiore indipendenza dai trasferimenti centrali e più capacità di proteggere i servizi comunali dalle oscillazioni della finanza pubblica nazionale. Elemento di rilievo è l’assenza totale di nuovo indebitamento, scelta che tutela le future generazioni e consolida un percorso di progressiva riduzione del debito.
Investimenti 2026: il picco del ciclo PNRR
Il 2026 rappresenta l’apice del ciclo straordinario di investimenti, con oltre 56 milioni di euro di spesa in conto capitale, sostenuti anche dall’applicazione dell’avanzo di amministrazione (23 milioni) e dal Fondo Pluriennale Vincolato.
Tra le missioni più rilevanti:
- Trasporti e mobilità: 35,9 milioni di euro, di cui oltre l’80% destinato a investimenti;
- Ambiente: 20,6 milioni di euro;
- Servizi istituzionali: 12,2 milioni di euro;
- Politiche sociali: oltre 13 milioni di euro complessivi;
- Cultura: forte componente in conto capitale, pari al 75% della missione.
La contrazione prevista della spesa totale nel 2028 (circa 129 milioni) non rappresenta un segnale di declino, ma la fisiologica chiusura del ciclo straordinario legato ai finanziamenti PNRR.
Dalla fase di investimento alla fase di gestione
La sfida più importante riguarda il passaggio dalla realizzazione delle opere alla loro gestione sostenibile. Le nuove infrastrutture dovranno essere accompagnate da modelli gestionali efficienti, valutando caso per caso la gestione diretta o il partenariato pubblico-privato, per evitare che le opere realizzate diventino costi fissi insostenibili.
L’Amministrazione ha già previsto un approccio prudenziale, mantenendo:
- un Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità stabile a circa 6 milioni di euro annui;
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un monitoraggio rigoroso dei cronoprogrammi PNRR;
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una costante attenzione alla sostenibilità della spesa corrente.
Centrale il tema sociale e demografico
I dati demografici evidenziano un progressivo invecchiamento della popolazione. Per questo il bilancio 2026 destina:
- oltre 10 milioni di euro alle politiche sociali;
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2,8 milioni per gli anziani;
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2,13 milioni per la disabilità;
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importanti risorse per l’infanzia e il sostegno alle famiglie.
L’imposta di soggiorno (circa 2 milioni di euro) sarà destinata non solo alla promozione turistica, ma anche a interventi per decoro urbano, sicurezza e qualità della vita.
Capitale umano e modernizzazione amministrativa
Il nuovo CCNL e le disposizioni del Decreto PA 2025 vengono interpretati non come meri adempimenti, ma come strumenti per rendere l’Ente più attrattivo, investendo sulla valorizzazione delle competenze, sul benessere organizzativo e sulla retention del personale qualificato.
“Il messaggio politico che anima questo documento – conclude l’Assessore Orlando – delinea una città che sceglie la via della responsabilità oggi per garantire la libertà d'azione domani”.