Descrizione
Anche Chioggia presente nell’elenco dei 20 territori strategici italiani inseriti nel progetto GHOSTNETS , iniziativa di grande rilevanza ambientale sviluppata nell’ambito del programma PNRR – Marine Ecosystem Restoration (MER), promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Si tratta di uno dei più estesi ed importanti progetti di recupero a livello mondiale.
Il progetto, che verrà attuato anche in un tratto delle nostre Tegnùe, è stato presentato stamattina in Municipio a Chioggia presenti: Mauro Armelao, Sindaco del Comune di Chioggia; Serena De Perini, Vicesindaco e Assessore all'Ambiente del Comune di Chioggia; Elisa Venturini, Assessore all'Ambiente Regione del Veneto; Andrea Palma, Comandante della Capitaneria di Porto di Chioggia; Intervento video di Cecilia Silvestri, ISPRA RUP - Intervento GHOSTNETS;
Stefano Chianese, Project Manager RTI GHOSTNETS; Massimo Marchiori, Delegato Marevivo Veneto; Massimo Ponti, Dip. Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali - Univ. Bologna - ULR CoNISMa. Ha moderato: Massimo Maria Amorosini, Resp. Relazioni istituzionali e comunicazione di Castalia.
La prima attività di mappatura è già stata completata nelle giornate del 3, 4 e 5 marzo scorsi e ha riguardato la zona antistante Isola Verde. Tra il 7 e l’8 aprile inizieranno i recuperi dei materiali, fase che durerà circa una settimana, salvo imprevisti legati alle condizioni meteo. Una volta completata la pulizia verrà comunicato il bilancio del recupero.
GHOSTNETS, 20 SITI COINVOLTI IN ITALIA
L’iniziativa prevede il ripristino di 20 aree nei mari italiani in cui sia stata rilevata la presenza di attrezzi da pesca e/o di acquacoltura abbandonati o dispersi. Si tratta di un intervento di alto valore ecologico finalizzato a contrastare una delle forme più insidiose di inquinamento marino: quella causata dalle cosiddette reti fantasma, ovvero reti e attrezzature da pesca perse o abbandonate in mare che continuano a intrappolare organismi e a danneggiare gli habitat bentonici.
Nell’ambito di questa operazione, ISPRA, soggetto attuatore del progetto PNRR MER, ha affidato agli operatori economici Castalia Consorzio Stabile, Fondazione Marevivo e CoNISMa – Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare - il recupero di reti e attrezzi da pesca abbandonati o persi accidentalmente in mare. Una collaborazione preziosa che mette insieme competenze scientifiche, tecniche, operative ed esperienza sul campo, al servizio di una importante attività di salvaguardia degli ecosistemi marini.
L’obiettivo finale è quello di consentire la ricolonizzazione delle aree, liberandole dai rifiuti che soffocano i fondali ed eliminando una minaccia costante e prolungata per la flora e la fauna marine.
GHOSTNETS A CHIOGGIA
“Le nostre Tegnùe rappresentano un tesoro naturale da preservare – ha detto Mauro Armelao, Sindaco di Chioggia – non solo peri residenti ma per tutta la collettività. A Chioggia sappiamo bene quanto l’habitat marino sia fondamentale, sia dal punto di visto economico che ambientale. Grazie all’Assessore regionale Venturini che oggi ha voluto essere qui a Chioggia e alla Regione Veneto che ci ha affidato la gestione del sito delle Tegnùe che noi vogliamo valorizzare anche dal punto vista turistico, rendendolo mèta anche per i crocieristi che sbarcano nella nostra città”.
“L’estensione delle attività a Chioggia - ha sottolineato Serena De Perini, Vicesindaco e Assessore all’Ambiente del Comune di Chioggia - rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela dell’Adriatico settentrionale e degli ecosistemi lagunari. Il territorio clodiense, storicamente legato alla pesca e al mare, offre un contesto ideale per sviluppare un modello integrato che coinvolga: istituzioni locali, comunità della pesca, operatori economici, cittadini. Chioggia potrà così diventare un punto di riferimento nazionale nella gestione sostenibile delle risorse marine e nella lotta all’inquinamento da rifiuti da pesca. Ringraziamo una volta di più la Regione Veneto per averci affidato la gestione delle Tegnùe perché da quando l'ha fatto non abbiamo perso occasione per impegnarci per ripulire questo sito. Il lavoro fatto fino ad ora è stato proficuo e ha visto l’impegno di Amministrazione e uffici”.
Elisa Venturini, Assessore all’Ambiente della Regione del Veneto: ““Le Tegnùe di Chioggia rappresentano un patrimonio naturalistico straordinario, spesso poco conosciuto ma di valore inestimabile per la biodiversità dell’Adriatico. Intervenire per rimuovere le reti fantasma, che danneggiano i fondali e compromettono l’ambiente, significa proteggere gli habitat, salvaguardare le specie marine e restituire integrità a un ecosistema fragile e prezioso. Preservare la bellezza richiede una grande responsabilità, per la quale ringrazio il Comune di Chioggia che in qualità di ente gestore dell’area su indicazione della Regione del Veneto dal 2023, conferma il proprio impegno nella protezione del patrimonio naturale e nella promozione di politiche ambientali integrate, con il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni. La Regione del Veneto è un’alleata per la sostenibilità dei territori. Condividere percorsi per sostenere le comunità locali in progetti di valore, è una priorità per la Regione che a breve approverà la strategia di mitigazione e adattamento del cambiamento climatico, un piano operativo che guiderà tutti i provvedimenti, integrando le variabili climatiche nelle politiche infrastrutturali, economiche, sociali e territoriali”.
Fondamentale l’attività della Guardia Costiera che anche a Chioggia, così come nelle altre località costiere del nostro Paese, opera spesso con gli altri del enti del territorio e nazionali. Stamattina era presente il Comandante della Guardia Costiera cittadina, C. F. (CP) Andrea Palma, che ha ribadito come la mission della Guardia Costiera sia la tutela del mare e come progetti come GHOSTNETS vadano nella direzione di questo obiettivo, così come l’attività di sensibilizzazione nelle scuole che da tempo viene portata avanti dalle donne e gli uomini delle Guardia Costiera con ottimi risultati. Da segnalare, secondo quanto riportato dal Comandante Palma, la diminuzione dei verbali di accertamento da parte della Guardia Costiera, a testimonianza di una aumentata sensibilità diffusa sulle tematiche del rispetto del mare.
Cecilia Silvestri, ISPRA RUP - Intervento GHOSTNETS: "I ricercatori di ISPRA evidenziano come le reti da pesca abbandonate costituiscano una minaccia persistente e spesso invisibile per gli ecosistemi marini. In questo contesto, il valore straordinario del progetto PNRR-MER e dell'intervento Ghost Nets risiede nella capacità di coniugare ricerca, tutela e azione concreta di ripristino ambientale. Chioggia rappresenta, in questo quadro, un sito strategico di intervento: un'area di alto valore ecologico, come quella delle Tegnùe, che diventa modello concreto di protezione e rigenerazione del mare.”
Stefano Chianese, Project Manager RTI GHOSTNETS: “Castalia è in prima linea nelle operazioni di recupero delle ghost nets, mettendo in campo competenze altamente specialistiche, capacità operative e una solida infrastruttura logistica per intervenire in modo efficace e sicuro sui fondali. Liberare il mare da queste minacce significa restituire ossigeno agli ecosistemi e proteggere concretamente la biodiversità. Anche nelle Tegnùe, al fianco di ISPRA e insieme a CoNISMa e Marevivo, prosegue il nostro impegno quotidiano per la tutela del patrimonio marino del Paese.”
“Il recupero delle reti e degli attrezzi da pesca abbandonati sulle Tegnùe di Chioggia – ha evidenziato Massimo Marchiori, Delegato Marevivo Veneto - rappresenta un intervento necessario per la tutela di un habitat di elevata sensibilità ecologica. Le Tegnùe, strutture biogeniche complesse che svolgono un ruolo fondamentale come hotspot di biodiversità nell’Alto Adriatico, sono particolarmente vulnerabili all’impatto delle reti fantasma. Questi attrezzi, sebbene incagliati, continuano a catturare e soffocare la flora e la fauna marine, alterando la funzionalità dell’ecosistema - dichiara Massimiliano Falleri, Responsabile Divisione Subacquea di Marevivo. - Grazie all’intervento GhostNets e alla sinergia tra Marevivo, Castalia, CoNISMa e Ispra, è stato possibile effettuare un’attività mirata di individuazione, mappatura e rimozione degli attrezzi da pesca abbandonati, basata su protocolli condivisi e un approccio integrato tra ricerca scientifica e operatività subacquea. Il progetto ha consentito di migliorare lo stato ecologico dell’area e contribuire in modo efficace alla conservazione degli habitat bentonici tipici delle Tegnùe”.
“Le Tegnùe di Chioggia sono fragili biocostruzioni marine ricche di specie rare e protette, che si sviluppano a partire dai 18 m di profondità” ha detto Massimo Ponti, Dip. Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali - Univ. Bologna - ULR CoNISMa . “Purtroppo, è frequente trovare su questi fondali reti da pesca e acquacoltura rimaste involontariamente impigliate ma anche attrezzi vetusti volontariamente abbandonati per la difficoltà, fino a un recente passato, di smaltirli a terra. A seconda dei casi questi attrezzi possono costituire un pericolo per le specie marine e in questo caso è opportuno rimuoverli, prestando però attenzione a non danneggiare le specie presenti più sensibili. Il protocollo messo a punto dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), supervisionato da ricercatori del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa) e da osservatori dell’associazione Marevivo, garantisce la correttezza e l’efficacia dell’intervento di rimozione.”
UNA MINACCIA INVISIBILE PER IL MARE
Ogni anno ben 12 milioni di tonnellate di plastica – l’equivalente di un camion di rifiuti riversato in mare ogni minuto – finiscono negli oceani, danneggiando in modo irreversibile gli ecosistemi marini.
Tra le componenti più impattanti vi sono gli attrezzi da pesca dispersi o abbandonati – reti, cime, retini, nasse, cordame e cassette di polistirolo – che si accumulano sia in superficie sia sui fondali, destinati a non degradarsi e a permanere per decenni.
Secondo i dati ISPRA, l’86,5% dei rifiuti marini è riconducibile ad attività di pesca, confermando la centralità del fenomeno delle reti fantasma tra le principali emergenze ambientali.
Questi strumenti continuano a catturare organismi anche dopo essere stati persi o dismessi, generando il fenomeno della “pesca fantasma”, responsabile ogni anno della morte di circa 100.000 mammiferi marini e oltre un milione di uccelli marini, oltre a provocare danni significativi a habitat sensibili come il coralligeno e le praterie di Posidonia oceanica.
IL QUADRO DEL PROGETTO PNRR MER
L’intervento si inserisce nel più ampio programma PNRR MER – Marine Ecosystem Restoration, il più grande progetto sul mare all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che vede il MASE in qualità di amministrazione titolare e ISPRA come soggetto unico attuatore.
Il progetto complessivo prevede 37 linee di attività, da realizzarsi entro il 30 giugno 2026, su tutto il territorio nazionale, articolate su tre pilastri fondamentali: il ripristino e la protezione dei fondali marini; il rafforzamento dei sistemi osservativi marini e costieri; la mappatura degli habitat costieri e marini di interesse conservazionistico. All’interno di questo quadro, GHOSTNETS rappresenta una delle azioni più concrete e operative, con un approccio integrato che unisce ricerca scientifica e intervento sul campo.
UN MODELLO DI ECCELLENZA: SCIENZA, OPERATIVITÀ E ISTITUZIONI
Il progetto GHOSTNETS si distingue per una governance altamente qualificata. ISPRA svolge un ruolo centrale come vero e proprio architetto scientifico-organizzativo dell’intera filiera “mappatura → recupero → riciclo”, assicurando che le operazioni siano efficaci, sicure e in grado di generare conoscenza utile a orientare future politiche di tutela marina.
TECNOLOGIA AVANZATA PER LA TUTELA DEL MARE
Le attività si basano su tecnologie di ultima generazione e personale altamente specializzato per la mappatura dei fondali con sistemi multibeam e side scan sonar, utilizzo di ROV (Remotely Operated Vehicle) per il monitoraggio, interventi subacquei condotti da Operatori Tecnici Subacquei (OTS), recupero controllato con tecniche a basso impatto ambientale. Grande attenzione è riservata alla salvaguardia della fauna marina e alla protezione degli habitat più fragili.
RISULTATI CONCRETI GIA’ RAGGIUNTI
Nei primi due anni di attività, il progetto ha già raggiunto risultati significativi: 157 ettari di fondale mappati; 25 ettari ripristinati; oltre 400 attrezzi da pesca recuperati; circa 11 tonnellate di materiali rimossi.
Gli interventi hanno consentito di liberare habitat vulnerabili popolati da coralli, gorgonie, ricci, crostacei e numerose specie protette, favorendo il naturale processo di rigenerazione degli ecosistemi marini.
ECONOMIA CIRCOLARE E INNOVAZIONE
Uno degli elementi distintivi del progetto è l’attenzione al riutilizzo dei materiali recuperati. Le reti fantasma vengono analizzate per valutarne le possibilità di riciclo e reimpiego, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni innovative in un settore in cui, ad oggi, manca ancora un sistema strutturato di gestione.
PROSPETTIVE FUTURE
Il progetto prevede inoltre due importanti casi studio nel Mar Piccolo di Taranto e nell’Area Marina Protetta della Gaiola.
Entro giugno 2026 sarà pubblicato un report scientifico che analizzerà in modo approfondito l’impatto delle reti fantasma sugli habitat marini e definirà linee guida operative per interventi futuri.
UN INVESTIMENTO PER IL FUTURO
GHOSTNETS rappresenta molto più di un progetto ambientale: è un investimento concreto nella sostenibilità, un esempio di collaborazione pubblico-privata e un segnale forte di attenzione verso il mare e le comunità costiere.
Il coinvolgimento del Comune di Chioggia conferma l’impegno del territorio nella tutela dell’ambiente marino e nella costruzione di un futuro più sostenibile per le prossime generazioni.
IL RUOLO ESSENZIALE DELLA GUARDIA COSTIERA
Da diversi anni, la Guardia Costiera italiana, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione ambientale promossa dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, porta avanti l’operazione “Reti fantasma”, un’attività concreta e continuativa a tutela dell’ambiente marino. Questa iniziativa vede impegnati i Nuclei Subacquei della Guardia Costiera lungo tutta la fascia costiera nazionale nel recupero delle reti da pesca abbandonate sui fondali. Si tratta di interventi fondamentali, perché queste reti, una volta disperse in mare, continuano a esercitare la cosiddetta ghost fishing, intrappolando mammiferi marini, tartarughe, pesci e crostacei, con effetti devastanti sugli ecosistemi.
I Nuclei Subacquei della Guardia Costiera rappresentano, a tutti gli effetti, gli “occhi” del Ministero sotto il mare. Non operano soltanto in situazioni di emergenza, ma svolgono anche missioni programmate di monitoraggio ambientale. Il loro lavoro è estremamente delicato: recuperare una rete fantasma, soprattutto a profondità considerevoli o all’interno di un’area marina protetta, è paragonabile a un intervento di “chirurgia operativa”. È necessario infatti un perfetto coordinamento tra le motovedette in superficie e gli operatori subacquei, per evitare di arrecare ulteriori danni al benthos durante le operazioni di sollevamento.
Particolare attenzione viene riservata ai casi in cui le reti vengono rinvenute all’interno di aree marine protette, dove possono compromettere habitat estremamente sensibili, soffocando sia la flora sia la fauna. In queste situazioni, la Guardia Costiera, attraverso il Reparto Ambientale Marino del Comando Generale, coinvolge direttamente il Ministero per definire una pianificazione urgente e condivisa degli interventi. A supporto, interviene anche ISPRA, che fornisce il necessario contributo tecnico-scientifico, indispensabile per operare in contesti così delicati senza aggravare l’impatto sull’ecosistema. Le operazioni di recupero seguono fasi ben precise: si parte con una ricognizione preliminare del sito, seguita dal raggruppamento della rete e dalla sua suddivisione in spezzoni più gestibili.
Successivamente, questi vengono inviati in superficie e recuperati, per poi concludere con un’ispezione accurata dei fondali, volta a verificare che l’area sia stata completamente bonificata.
Si tratta di un’attività in costante evoluzione, che ha già permesso di realizzare una prima mappatura della presenza di reti fantasma lungo le coste italiane.
Questa mappa viene continuamente aggiornata grazie alle informazioni raccolte sul territorio dalle Capitanerie di porto, distribuite lungo oltre 8.000 chilometri di coste. Ogni intervento rappresenta un passo concreto nella difesa del mare: ogni rete rimossa, ogni tonnellata di nylon recuperata, si traduce in una vittoria tangibile per la biodiversità e per la salvaguardia degli ecosistemi marini.