Descrizione
“Un confronto concreto, utile e fattivo, che ha analizzato e affrontato le esigenze del mondo della pesca e per il quale ringrazio l’Onorevole Anna Maria Cisint, che l’ha fortemente voluto e che ha lavorato affinché la Commissione Pesca del Parlamento europeo arrivasse proprio a Chioggia per confrontarsi direttamente con il nostro territorio”.
Commenta così Mauro Armelao, sindaco di Chioggia, la visita, oggi, in città della Commissione Pesca del Parlamento europeo, prima tappa della missione nell’Alto Adriatico che dal 21 al 23 settembre toccherà alcuni dei principali distretti della pesca del Nord e Centro Adriatico: Chioggia, Sacca degli Scardovari, Goro, Cesenatico per concludersi ad Ancona.
La missione, richiesta dagli eurodeputati Anna Maria Cisint e Carlo Ciccioli, nasce con l’obiettivo di conoscere direttamente le condizioni del comparto, incontrando pescatori, cooperative, associazioni, istituzioni locali e rappresentanti del mondo della ricerca, per raccogliere elementi utili sulle principali difficoltà che interessano oggi le comunità della pesca.
“Ho proposto e ottenuto, assieme al collega Carlo Ciccioli, di portare qui oggi un pezzetto di Unione europea”, ha sottolineato l’Onorevole Anna Maria Cisint. “È infatti la prima volta che una rappresentanza di deputati della Commissione Pesca del Parlamento europeo viene a visitare l’Alto Adriatico, a incontrare i pescatori e le loro associazioni nei luoghi in cui ogni giorno si affrontano i problemi reali. Siamo qui per conoscere da vicino il crollo delle risorse ittiche e dei molluschi, l’impatto del granchio blu e delle altre specie aliene, le conseguenze delle mucillagini e delle alte temperature, ma anche le difficoltà legate alle restrizioni e alla riduzione dello sforzo di pesca. Vogliamo ascoltare il territorio e provare insieme a tracciare una nuova rotta che garantisca un futuro alla pesca italiana”.
Chioggia prima tappa della missione europea
La giornata di Chioggia si è aperta con la visita della delegazione al Mercato Ittico all’ingrosso, cuore di una filiera che rappresenta da sempre una componente fondamentale dell’economia e dell’identità della città.
La delegazione europea ha quindi incontrato il Sindaco Mauro Armelao, i rappresentanti dell’amministrazione comunale, le autorità e i rappresentanti delle associazioni della pesca, prima del confronto istituzionale del pomeriggio nella Sala del Consiglio in Municipio.
La scelta di partire da Chioggia assume un significato particolare per una città che mantiene una forte identità legata al mare e alla pesca e che ospita uno dei più importanti mercati ittici all’ingrosso dell’Adriatico. La flotta peschereccia di Chioggia conta circa 300 imbarcazioni, collocandosi tra le più importanti d’Italia, e il comparto garantisce complessivamente circa un migliaio di posti di lavoro, coinvolgendo non soltanto gli operatori direttamente impegnati in mare, ma un’intera filiera fatta di imprese, famiglie e attività collegate. La pesca rappresenta infatti uno dei principali motori dell’economia locale e, nel suo complesso, il comparto ittico costituisce un autentico volano per il territorio, contribuendo in maniera significativa alla sua economia e alla sua identità.
“Chioggia non è stata scelta casualmente – sottolinea il Sindaco Armelao –. Quando si parla di pesca bisogna ascoltare chi il mare lo vive ogni giorno. A Chioggia parlare di pesca significa parlare della nostra storia, della nostra identità e del futuro di intere famiglie. Come Amministrazione abbiamo sempre mantenuto alta l’attenzione sulle esigenze della marineria e degli operatori del settore e continueremo a farlo”.
Il confronto sulle emergenze del comparto
Nel corso dell’incontro sono state affrontate le principali questioni che stanno mettendo sotto pressione il settore: la diffusione del granchio blu e delle specie aliene, l’aumento dei costi del carburante, il ricambio generazionale, i cambiamenti climatici e le difficoltà economiche delle imprese di pesca.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla necessità di rendere gli strumenti europei maggiormente aderenti alle caratteristiche dei diversi territori e dei diversi mari.
“Il pescatore – ha sottolineato il Sindaco Armelao - non chiede di poter pescare senza regole. Chiede regole giuste, che tengano conto delle condizioni in cui opera. Il Mediterraneo non è il Mare del Nord, l’Adriatico non è uguale agli altri mari e non tutte le marinerie sono uguali. Abbiamo specie, fondali, attrezzi, modalità di pesca e realtà economiche e sociali differenti. Per questo le regole europee devono tenere conto delle specificità dei diversi mari e non possono essere semplicemente calate dall’alto: devono essere costruite a misura di mare, a misura di pesca e a misura del prodotto ittico”.
Il confronto è proseguito nel pomeriggio con il convegno “La pesca nell’Alto Adriatico al centro del confronto europeo. Sfide, prospettive e futuro del comparto”, momento molto partecipato che ha visto la Sala del consiglio del Municipio gremita, che ha riunito rappresentanti del Parlamento europeo, Governo, Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, Comune di Chioggia, Guardia Costiera e numerose organizzazioni nazionali e regionali della pesca e dell’acquacoltura.
Una missione nata dall’ascolto dei territori
La delegazione della Commissione PECH è guidata dalla capo-delegazione Isabelle Le Callennec ed è composta da Francisco Millán Mon, Giuseppe Lupo, Siegbert Droese, Anna Maria Cisint, Flavio Tosi, Carlo Ciccioli e Stefano Cavedagna.
A Chioggia sono intervenuti, tra gli altri, il Sottosegretario MASAF Patrizio Giacomo La Pietra, gli assessori alla Pesca del Veneto e del Friuli Venezia Giulia Dario Bond e Stefano Zannier, il comandante della Capitaneria di Porto di Chioggia Andrea Palma, oltre ai rappresentanti delle principali organizzazioni della pesca e dell’acquacoltura.
“Per me era importante che la Commissione Pesca europea venisse qui – ha spiegato il Sindaco nel corso dell’incontro – perché quando si parla di pesca non possiamo limitarci a parlare di numeri, regolamenti o quote. Siamo qui per parlare di persone, di lavoro, di famiglie e del futuro di intere comunità”.
“L’Alto Adriatico -ha aggiunto l’On. Cisint - presenta caratteristiche ambientali, produttive e socioeconomiche specifiche e la missione europea punta proprio a raccogliere direttamente sul territorio elementi utili per valutare gli strumenti europei e nazionali di sostegno al settore, dal FEAMPA (ndr Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura) alle misure per la gestione delle specie aliene invasive.
Il ricambio generazionale e il futuro della marineria
Tra le questioni evidenziate anche quella del ricambio generazionale, considerata strategica per il futuro della pesca chioggiotta.
“Per Chioggia - ha sottolineato Armelao - difendere la pesca significa anche creare le condizioni perché le nuove generazioni possano continuare a considerare il mare e la professione del pescatore come una concreta possibilità per il proprio futuro. Chiediamo che chi decide in Europa venga sempre più spesso nei nostri porti, ascolti i nostri pescatori e conosca direttamente le realtà sulle quali le proprie decisioni avranno conseguenze.”
La missione proseguirà nei prossimi giorni alla Sacca degli Scardovari, a Goro e a Cesenatico, con visite a cooperative e realtà produttive, compreso un impianto di lavorazione del granchio blu, per concludersi ad Ancona con ulteriori incontri con il comparto della pesca e con il mondo della ricerca.